Damenja – ‘Gli uccelli canteranno sempre’

Un LP completamente coinvolgente da Damenja, Gli uccelli canteranno sempre crea un intricato universo elettronico in cui le trame industriali incontrano la bellezza serena e naturale, dando vita a un’esperienza di ascolto costantemente avvincente. Questo sforzo autoprodotto bilancia paesaggi sonori meditativi e acquatici con impulsi ritmici pesanti, radicando strati vocali ariosi in un mondo di intrighi notturni e sperimentali.
La traccia del titolo di apertura dell’album ipnotizza immediatamente, mentre il suono dell’acqua che scorre e i dolci rintocchi creano un paesaggio sonoro adatto alla meditazione. Gli effetti acquatici e la strumentazione serena fluiscono con un’immersione carezzevole, arricchita da gorgheggi di synth spaziali che incuriosiscono con un senso di oscurità incombente e ultraterrena; la coesistenza degli effetti calmanti dell’acqua con i toni sintetizzati simili a frequenze è meravigliosamente avvincente. I freddi pad sintetici assumono maggiore importanza man mano che si avvicina il punto medio, dove la produzione svela poi elementi vocali sognanti accanto a pulsazioni fragorose e intense. Mostrando un paesaggio sonoro inebriante con sfumature eleganti di Oneohtrix Point Mai incrociate con Burial, “The Birds Will Always Sing” è un inizio sorprendente per l’album.
L’abilità dell’album di affascinare l’atmosfera atmosferica non si ferma mai da lì; le cinque tracce successive si dilettano tutte con la propria personalità udibile e lo sviluppo di uno slancio strutturale unico. Anche “See me Hear Me” avvolge con il suo paesaggio sonoro iniziale, qui contrastando lo splendore del cinguettio degli uccelli con suoni industriali, somigliando a una convergenza di bellezza naturale e movimenti inquietanti e macchinati. Segue una presenza vocale lussureggiante e assorbente, che ricorda un Tujiko Noriko più oscuro nella sua miscela di sintetizzatori scintillanti, armonie carezzevoli e incanto notturno.

“Compressor” è un altro gioiello, particolarmente memorabile nella sua gamma di elementi spaziosi e contagiosi. La canzone si svolge nella prima categoria, con fruscii dal suono distante e frammenti di parole pronunciate che si evolvono in sintetizzatori spaziali, riflessioni ritmiche e tranquillità vocale eterea. “Perché ti ho fatto questo?” la voce sussurra, con qualità da brivido, mentre frammenti di elettronica spaziale attraversano una seconda metà avvincente, dove ritmi che annuiscono, voci stratificate e sintetizzatori vibranti si combinano per una corposa distesa elettro-pop; la produzione abbaglia nella sua costruzione realizzata ad arte.
Nonostante sia la traccia più breve dell’album, “Tunnels” lascia comunque una forte impressione. Sintetizzatori nebulosi e notturni e un pianoforte elegante si muovono con un fascino rilassante nella prima metà, rafforzati successivamente da voci impennate e senza parole e da una strumentazione coraggiosa ed esotica. Le voci scintillanti colpiscono intorno alle 02:28 per un effetto particolarmente risonante. “Alejandra” arriva dopo, i suoi bassi ronzanti e la chiarezza vocale dream-pop ricordano Chromatics. Ritmi vivaci e spaziosità lunatica convivono magnificamente anche qui. Il finale dell’album “Colors of Harmony” arriva poi con un saziante senso di finalità, emozionantemente introspettivo mentre voci cullanti fluttuano accanto a ritmi dinamici, che vanno dall’entusiasmo simile ad un applauso a pulsazioni più oscure. Tutte e sei le tracce accese Gli uccelli canteranno sempre affascinano con i loro mondi atmosferici unici e suggestivi, segnando un completo successo da Damenja.
